La Redazione

21 feb 20203 min

PERCHE' BITCOIN E BLOCKCHAIN SARANNO SEMPRE PIU' IMPORTANTI

Nel 1999, parlando delle possibili interruzioni di Internet, l’economista Milton Freidman affermava:

“L’unica cosa che manca, ma che presto verrà sviluppata, è una moneta elettronica affidabile: un metodo con cui su internet sia possibile trasferire fondi da A a B senza che A conosca B o che B conosca A – nello stesso modo in cui posso prendere una banconota da 20 dollari e consegnarla a qualcuno…”

Da allora, i pagamenti sono indubbiamente diventati più digitali. Tuttavia, hanno seguito un percorso molto diverso rispetto a quello previsto da Freidman. Oggi abbiamo un sistema basato su “autorità di fiducia”, in cui le banche custodiscono le registrazioni dei pagamenti. Quando si effettua un pagamento digitale, che ciò avvenga attraverso una carta di credito in un negozio, via PayPal su un sito web o con un trasferimento di denaro tramite la app di una banca, non si sta veramente inviando denaro in maniera diretta. Al contrario, si avvia una serie relativamente lunga di eventi a cascata che coinvolgono un gran numero di intermediari, i quali alla fine fanno sì che il vostro conto registri l’addebito e quello del destinatario l’accredito.

Ciò significa che, in materia di pagamenti digitali, dipendiamo indiscutibilmente dai grandi istituti di credito e se i sistemi dell’istituto di credito al quale vi appoggiate si bloccano le vostre opzioni sono limitate.

Per ridurre il peso degli istituti di credito, dovrebbe svilupparsi un sistema di pagamenti digitali peer-to-peer. In questo caso il problema principale sarebbe quello di assicurarsi che una data unità di moneta possa essere spesa una volta sola. Se pensiamo al denaro contante, le banconote in circolazione sono presenti in numero limitato e solo una persona alla volta può essere in possesso di una determinata banconota. Per risolvere la questione bisognerebbe che ci fosse un sistema peer-to-peer in grado di trasferire digitalmente valore che ci consenta di trovare un accordo sullo stato dei fatti (cioè, “chi possiede cosa”) dopo ogni transazione, senza un’autorità centrale.

Inoltre nel contesto di un sistema elettronico dei pagamenti, affinché esso funzioni senza un’autorità centrale di fiducia, tutti i partecipanti devono avere fede nell’integrità del sistema. Quando milioni di partecipanti che non si conoscono tra di loro intendono trasferire denaro, l’enorme problema della fiducia è difficilissimo da superare.

La concomitanza di questi due concetti rende necessaria una tecnologia che consenta alla gente di inviare valore elettronicamente, ad un soggetto terzo, senza che ci sia bisogno di conoscerlo, garantendo contemporaneamente una registrazione permanente della transazione. Se tutti nel sistema concordano sulla validità del trasferimento e mantengono una registrazione di tutte le transazioni, i partecipanti non possono agire in maniera fraudolenta e non è necessaria nessuna parte terza di fiducia, vale a dire che il problema della doppia spesa è risolto. Questo ci porta alla blockchain. Nel 2008, il testo di Satoshi Nakamoto: “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System” proponeva un sistema di moneta elettronica tramite il quale trasferimenti peer-to-peer, in un contesto “trustless”, potessero avvenire senza bisogno che un’autorità centrale di fiducia garantisse l’assenza della doppia spesa. Poco dopo, è nata Bitcoin – la prima criptovaluta del mondo.

Infine, è la tecnologia blockchain alla base di Bitcoin ad averci consentito di risolvere i problemi insiti nei trasferimenti elettronici peer-to-peer. Inoltre, grazie alla natura open source del protocollo Bitcoin, l’uso della tecnologia blockchain si è esteso ben oltre la criptovaluta originaria. Non solo sono state sviluppate molte altre valute digitali con caratteristiche innovative ma la tecnologia è stata anche usata in un’ampia varietà di applicazioni.