• Giuseppe Politi

Economia, necessario adeguarla alla nuova realtà

Sono diverse le considerazioni sull’economia europea e italiana che vengono fuori recentemente dopo la brusca frenata creata dal lockdown e dall’emergenza sanitaria. Ripensare ad un nuovo percorso appare come un must per rilanciare l’economia che ha subito diversi cambiamenti. Su questo punto, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ritiene che oggi le preoccupazioni sono diverse rispetto al 2003, quando venne indicato che l'obiettivo era che l'inflazione rimanesse vicino ma al di sotto del 2%. La considerazione si collega alla decisione del numero uno della Fed, Jerome Powell, che qualche settimana fa ha indicato che l'obiettivo del 2% di inflazione per la Banca Centrale Usa non deve essere considerato come tetto massimo ma come livello medio, lasciando quindi di fatto la possibilità all'economia Usa di fare correre un po' di più i prezzi di quanto normalmente previsto. La possibile svolta della Banca Centrale Europea sulle scelte di politica monetaria, secondo la presidente Lagarde potrebbe essere determinata in realtà dal fatto che la strategia attuale sia stata superata dagli eventi.La formulazione dell'obiettivo di inflazione della Bce, indicato nel 2003 come al di sotto ma vicina al 2%, ha spiegato Lagarde nel corso della conferenza “The ECB and its watchers”, era adeguata a un periodo in cui la Bce stava cercando di affermare la propria credibilità e un'inflazione troppo alta era la principale preoccupazione. Ora, invece, nella situazione attuale di bassa inflazione, le preoccupazioni sono diverse e questo deve riflettersi nel nostro obiettivo d'inflazione. Da qui, Lagarde ha assicurato che l’istituto che lei guida continuerà a garantire il proprio supporto, spiegando che nell'attuale situazione, sia la politica monetaria che quella di bilancio devono rimanere espansive per tutto il tempo necessario a conseguire i rispettivi obiettivi, perché questo allineamento di politica di bilancio e monetaria solleva domande importanti che diverranno più acute dopo la pandemia, in particolare la direzione da prendere di fronte a livelli di debito pubblico che forse saranno permanentemente più elevati, ha concluso. Intanto in Italia, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è alle prese con una manovra da 40 miliardi di cui 22 in deficit per poter ottenere un rimbalzo del Pil fino a +6%. La manovra che considera anche l’anticipo dei fondi del Recovery Plan, trova una sostanziale intesa nella maggioranza, sul nuovo quadro macroeconomico da disegnare con la Nota di aggiornamento al Def. Fiducioso anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che evidenzia come il calo del Pil sarà ad una cifra anziché a due come stimato inizialmente. Infatti, il Pil nella Nadef sarà atteso a -9% nel 2020, con un rimbalzo al +6% nel 2021, con il debito al 158% del Pil, grazie anche alla forte ripresa degli investimenti pubblici spinta dal Recovery Plan. Un ritmo di crescita così sostenuto sarà garantito infatti sia dai fondi Ue sia da una espansione fiscale molto significativa per il 2021, con l'indebitamento che da 5,7 tendenziale sarà portato al 7%. Intanto si fa sentire anche Carlo Bonomi, presidente di Confindustria ricordando che servono scelte per l'Italia del futuro. Scelte anche controvento. Serve il coraggio del futuro.

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