• Giuseppe Politi

Eurogruppo, in arrivo mille miliardi per il Covid-19

L’Eurogruppo raggiunge l’accordo sulle soluzioni europee da adottare contro il Covid-19 e mette sul tavolo un’alternativa alla richiesta di eurobond. Il pacchetto di misure approvate dai ministri dell’Economia degli stati dell’Ue, cioè l’Eurogruppo, vale 1.000 miliardi di euro, di cui 500 miliardi disponibili da subito per sostenere il sistema sanitario, far fronte alla cassa integrazione e rispondere alla necessità di liquidità delle imprese. Mentre, i restanti 500 miliardi saranno messi a disposizione successivamente per finanziare un Fondo per un piano di Rinascita. Al momento quindi, sembra che gli eurobond, richiesti dall’Italia e caldeggiati anche da Francia e Spagna, non siano stati presi in considerazione. Un ulteriore compromesso potrebbe essere raggiungibile e si può comprendere dalle parole del ministro dell’Economia che dichiara: "Un ottimo primo tempo, ora dobbiamo vincere la partita in Consiglio europeo". Infatti, proprio la restante cifra stanziata potrebbe essere destinata a strumenti innovativi, cioè a titoli di debito, simili agli eurobond, con il piano per la ripartenza dell’economia europea. Sono 23 punti e si fondano su quattro pilastri: la Bei (Banca europea degli investimenti), che presterebbe e garantirebbe fondi e liquidità alle aziende; il Sure, cioè la nuova formula di cassa integrazione e assicurazione per i lavoratori che rischiano di perdere il lavoro; il Mes, da utilizzare per eventuali finanziamenti del fondo; un fondo, cosìddetto Piano di Rinascita con obbligazioni comuni per finanziare il rilancio dell’economia. Vediamoli più nel dettaglio: attraverso la Bei, si crea un fondo di garanzia europeo di 25 miliardi di euro per sostenere finanziamenti fino a 200 miliardi di euro per piccole, medie e grandi imprese. Il Mes (Meccanismo europeo di stabilità) detto anche Fondo Salva Stati che viene attivato senza condizioni, diversamente da prima, in cui proprio la Grecia trovandosi in serie difficoltà finanziarie nel 2010 ne fece ricorso alle condizioni stringenti previste. La nuova linea di credito prevista servirebbe per le spese per cure e prevenzione sanitaria causate dalla pandemia. Da qui la proposta di istituire un sostegno finanziario basato sull’esistente linea di credito Eccl, il programma di assistenza precauzionale, come garanzia adatta per gli Stati membri dell’Unione europea interessati da choc esterni come appunto il Covid-19 che ha piegato le economie di tutti i Paesi.

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