• Giuseppe Politi

Italia, sotto scacco le realtà più produttive

Se è vero che il virus attacca le persone più fragili, è vero anche che provoca maggiori danni alle economie più deboli, e potrebbe essere proprio il caso dell’Italia. La dice lunga la probabile recessione tecnica ormai alle porte, come le previsioni dell’Ocse della contrazione del Pil dello 0,3%. Anche Standard e Poor’s qualche giorno fa ha ridotto la stima da +0,4% a -0,%. Un rallentamento che necessita più che di uno stimolo economico. Già la Banca Mondiale ha annunciato un pacchetto di 12 miliardi di dollari, mentre la Fed ha già tagliato di mezzo punto gli interessi. I contraccolpi li ricevono anche i paesi meno interessati dal Coronavirus, in quanto, la ragione principale, è che si sono interrotte le catene internazionali di approvvigionamento a cui le aziende ricorrono per la proprie attività. Basti pensare che a Wuhan, epicentro dell’epidemia, producono più di 300 delle 500 Top Companies del mondo per fatturato e la globalizzazione è diventata il catalizzatore di una probabile crisi. Il timore è che il virus possa incidere sulla ripresa del settore manifatturiero, proprio perché vive tensioni da qualche anno. Timori che secondo la teoria di Oxford Economics di una settimana fa, potrebbero generare una perdita del Pil globale di 1.100 miliardi di dollari in caso ci sia la larga diffusione del virus, cosa ormai abbastanza concreta. Inoltre, alcuni virologi, sostengono che rispetto alla SARS del 2003, il COVID-19 può potenzialmente diventare una pandemia con un impatto molto più devastante. In Italia invece, sono state principalmente colpite Lombardia e Veneto, mettendo a dura prova diversi comparti produttivi di questi due territori. Questi territori insieme nel 2018 hanno contribuito rispettivamente per il 22% e il 9% al Pil italiano. Tra l’altro secondo l’Eurostat, la Lombardia e il Veneto sono la seconda e la settima regione dell’Ue per valore aggiunto lordo del settore manifatturiero; la prima e l’ottava nel settore industriale; la terza e la decima in quello agricolo. Tra l’altro se consideriamo il turismo, i numeri sono altrettanto importanti, il Veneto è al quarto posto in Ue per numero di arrivi di cittadini stranieri (quasi 13 milioni) dietro soltanto alla regione di Parigi, all’area costiera dalmata e alla Catalogna, invece la Lombardia segue al nono posto, con 9 milioni di presenze. In ultimo, l’Italia è in generale un paese fortemente vocato alle esportazioni, il settimo al mondo per valore.

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