L’Antitrust sulla violazione della concorrenza nella banda larga

Aggiornato il: 9 apr 2020

L’antitrust ha sanzionato la società di telefonia TIM per condotta anticoncorrenziale. Secondo l’Autorità TIM ha posto ostacoli all’ingresso di altri concorrenti preordinata a ostacolare lo sviluppo in senso concorrenziale degli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga, impedendo sia una trasformazione del mercato secondo condizioni di concorrenza infrastrutturale, sia il regolare confronto competitivo nel mercato dei servizi al dettaglio rivolti alla clientela finale. L’Autorità ha accertato che detta società ha ostacolato lo svolgimento delle gare, indette nell’ambito della Strategia nazionale banda ultra-larga del Governo, per il sostegno agli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga nelle aree più svantaggiate del territorio nazionale (cosiddette aree bianche). A fine 2016, solo il 18% circa delle unità immobiliari era coperta da una rete in fibra ottica, un dato al di sotto della media dell’UE, pari al 22%. Un divario perdurato nei due anni successivi, un 23% per l’Italia e un 29% per l’UE. L’Autorità ha riscontrato anche una rimodulazione dell’ offerta da parte di TIM di servizi di accesso alla rete in fibra ottica orientata a limitare preventivamente la concorrenza da parte di altri operatori, anche attraverso un abbassamento al di sotto del livello di costo dei prezzi di alcuni servizi.


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