• Luca Baj

Il catasto ci riprova: forse la riforma


Sarà la volta buona?

I punti chiave della riforma sono: • il valore patrimoniale medio dovrà essere stabilito sulla base del valore di mercato, espresso in metri quadrati e determinato con funzioni statistiche espresse in un algoritmo che sarà frutto delle metodologie scientifiche espresse a livello nazionale; • la rendita catastale (utilizzata attualmente, per esempio, ai fini delle imposte sui redditi) andrà determinata con metodologie analoghe a quelle usate per il valore ma basata sul valore locativo ed espressa anch'essa in metri quadrati; • i Comuni dovranno partecipare al processo di riforma, all'obbligo di delegare ai municipi le funzioni di «revisione degli estimi e del classamento» di cui al Dlgs 112/98; • andrà ridefinito il sistema delle commissioni censuarie e delle sanzioni catastali; • le Entrate dovranno partecipare all'elaborazione di piani per lo scambio d'informazione con i Comuni: l'Agenzia – sempre in base a un emendamento di origine governativa – si sostituirà completamente in caso d'inerzia degli enti locali; • il contribuente potrà ricorrere in autotutela sull'attribuzione delle nuove rendite catastali.


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