Lyxor allarga l’offerta PIR compliant: questa volta il focus è sulle large cap


Dopo l’evoluzione del suo Lyxor Ftse Italia Mid Cap Ucits Etf (masse in gestione da 46 milioni ad oltre 600 da inizio anno con una performance del +26% nello stesso ridotto periodo di tempo)nel primo Exhange Traded Fund PIR compliant nel marzo scorso, ora quotato sotto la denominazione Lyxor Ftse Italia Mid Cap Pir Ucits Etf, la società francese amplia la propria gamma con un nuovo (data di lancio del fondo maggio 2017) prodotto questa volta attivamente gestito e capace anch'esso di sfruttare a pieno i vantaggi potenziali dell’esenzione fiscale concessa ai possessori di quote di Piani Individuali di Risparmio, il Lyxor Italia Equity Pir Ucits Etf. Con questo nuovo prodotto, l’investimento si sposta dal focus sulle sole 60 mid cap incluse nel FTSE Italia Mid Cap, indice replicato passivamente dal Lyxor Ftse Italia Mid Cap Pir Ucits Etf, alle capitalizzazioni più elevate ossia le 40 large cap del FTSE Mib. L’ETF, che conta oggi un paniere di 100 società quotate, replica infatti un indice attualmente investito per il 25% nel FTSE Italia Mid Cap e per il 75% in società large cap incluse nel Mib 40 suscettibile di aggiornamento e ribilanciamento nei pesi relativi dei due indici in base a alla performance osservata ma sempre nel costante rispetto della normativa PIR. La normativa, che Lyxor interpreta in modo necessariamente stringente prevede che almeno il 70% del portafoglio sia investito in strumenti finanziari emessi da società italiane ed estere (UE e SEE) con stabile organizzazione in Italia .Di questo 70% almeno il 30% (che equivale al 21% del valore complessivo degli investimenti del PIR) deve essere investito in strumenti finanziari emessi da società italiane ed estere (UE e SEE) con stabile organizzazione in Italia diverse da quelle rilevanti ai fini del FTSE MIB o di altri indici equivalenticon l’evidente finalità di privilegiare le piccole medie imprese italiane (quelle che oggi presentano le maggiori difficoltà di finanziamento ma che hanno pure ottenuto impressionanti performance in borsa negli ultimi mesi...). Il 30% rimanente può essere investito in qualsiasi strumento finanziario. Vi sono poi limiti alla concentrazione: il patrimonio del PIR non può essere investito per una quota superiore al 10% del suo valore complessivo in strumenti finanziari emessi o stipulati con lo stesso emittente o con altra società appartenente al medesimo gruppo. Tale vincolo è posto a presidio della adeguata diversificazione del portafoglio che l’intermediario professionale deve garantire al risparmiatore. I prodotti Lyxor investono il 100% del proprio portafoglio in titoli a tutti gli effetti rispondenti alle caratteristiche della parte vincolata dell'investimento ( 70% ) rispettando in ambedue i casi la quota minima del 21% nelle small cap italiane e offrendo poi differenti esposizioni alle capitalizzazioni mid o large a seconda delle esigenze del cliente. La composizione del portafoglio del nuovo ETF, visto il focus sulle large cap, è come prevedibile incentrata sul settore finanziario italiano: financials 33.7%, utilities 15.8%, industrials 13.6%, consumers discretionary, 13.5%, energy 11.6%, information technology 3.5%, telecommunication services 3% e altro per il 5.3%, con il 91.81% investito in Italia e il resto ripartito tra Regno Unito 4.55% Svizzera 2.9% Lussemburgo 1.56%. Per quanto riguarda il Lyxor Ftse Italia Mid Cap Pir Ucits Etf, invece, il portafoglio presenta la seguente ripartizione: industrials 23.5 financials 22.4 consumer discreptionary 19% utilities 9.9% heathcare 6.9% information technology 5.5% energia 3.8% altro 9% con il 100% dell’investimento in Italia.

Entrambi i prodotti Lyxor utilizzano necessariamente la metodologia di replica fisica dell’indice, acquistando materialmente i titoli per godere dei potenziali benefici fiscali ma, mentre il Lyxor FTSE Italia Mid Cap Pir Ucits Etf mantiene una replica a campionamento e pratica prestito titoli, la stessa cosa non avviene invece nel nuovo Lyxor Italia Equity Pir Ucits Etf che applica una metodologia di replica fisica pura ed evita il ricorso al prestito titoli pur senza ricorrere ad aumenti nei costi (TER 0.45% nonostante la gestione attiva rispetto al passivo Lyxor Ftse Italia Mid Cap Pir Ucits Etf con TER pari a 0.5%). Il Lyxor Ftse Italia Mid Cap Ucits Etf aveva appositamente abbandonato la replica sintetica dell’indice in favore di quella fisica al momento di diventare PIR compliant. Ricordiamo che la replica sintetica viene spesso impiegata per la gestione di repliche per mercati poco liquidi come appunto quello delle mid cap italiane. Naturalmente, prevedendo la normativa il mantenimento del prodotto in portafoglio per 5 anni al fine di godere dei potenziali benefici fiscali come ulteriore "conditio sine qua non" oltre la sopracitata composizione di portafoglio, anche la valutazione di rischio assume particolare rilevanza: il KIID evidenzia per entrambi i prodotti un SRRI pari a 6 sulla scala da uno a sette. In un ottica di investimento quinquennale i rischi sono da valutare attentamente considerato l’investimento in mercati e prodotti estremamente reattivi a stress del sistema bancario come appunto quello italiano.

I prodotti PIR compliant di Lyxor sono disponibili tanto per gli investitori privati che per gli istituzionali, principale target, per i quali costituiscono senza dubbio una soluzione interessante garantendo il rispetto della normativa PIR sulle somme investite anche senza continue e costose verifiche sull’intero portafoglio. Gli intermediari possono infatti avvalersi del semplice investimento nell’ETF per fornire al cliente finale, tramite unit linked, gestioni patrimoniali, depositi titoli ma pure casse previdenziali e fondi pensione, una soluzione in toto composta da ETF o fondi PIR compliant oppure in una soluzione mista tra un 70% PIR compliant e un ulteriore 30% in altri strumenti, fermi restando i suddetti vincoli, risparmiando sui costi di gestione del prodotto (ricordiamo che proprio gli istituzionali e la gestione attiva costituiscono i principali acquirenti di ETF). Anche la capitalizzazione dei proventi, che accomuna entrambi gli ETF, va letta in chiave di maggior fruibilità del prodotto per la clientela istituzionale che anche sotto questo aspetto potrà gestire con maggior semplicità flussi e potenziali importi dovuti. Per l’investitore privato invece sarà l’istituto a dover garantire un deposito titoli in grado di gestire la parte fiscale. Sempre in data 24 maggio, oltre al nuovo prodotto Lyxor, entrano in quotazione su Borsa Italiana anche altri due prodotti PIR compliant: un fondo flessibile di Acome A e un bilanciato a firma New Millennium. Indipendentemente dal fatto che il "sistema Italia" costituisca nonostante tutto una buona opportunità in termini di rischio rendimento per l'investitore, il Governo stima una raccolta cumulata di 18 miliardi entro il 2021 e il volume degli scambi ha subito un deciso rialzo negli ultimi mesi. Anche in considerazione dei dubbi circa il reale impatto dei PIR sull'economia reale e deii rischi di bolla speculativa (aumentati anche da fattori come l'esenzione dalle tasse di successione implicita nei PIR ) di cui si comincia a parlare, consigliano un atteggiamento prudente.


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