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  • Luca Baj

Padoan: non verranno sprecate le manovre


Renzi non è ancora tornato e già fa danni.

Dopo aver liquidato Alfano per crepare la maggioranza, dopo il naufragato tentativo di ottenere le dimissioni da parte di Gentiloni, ora qualche spina la mette su Padoan.

In un'intervista al Sole24ore, lo sconfitto Renzi, che non si è ancora reso conto che vincere le primarie conta poco rispetto al fatto che l'Italia ha chiaramente votato per un suo definitivo allontanamento dal Governo, ha criticato il ministro delle Finanze, il quale ha replicato che: «L'ultima cosa che vuole fare un ministro delle Finanze è sprecare la manovra, che è la cosa più importante dell'anno di lavoro», e che si farà «di tutto per utilizzare, in modi da definire vista l'incertezza del calendario gli spazi nel modo migliore».

«Grazie a conti in ordine spazi per la crescita» Ma la ripartenza dell’economia italiana è ormai un dato di fatto, secondo il ministro, e la crescita «sarà migliore delle previsioni, perché incomincerà ad agire l'impatto delle misure che sono state prese nei tre anni. Queste cose cambiano i parametri, quindi ci sono dei “rischi al rialzo”: può darsi che tra un anno qualcuno mi dirà che i numeri siano migliori del previsto». Il mio obiettivo. spiega Padoan alla platea del Teatro Sociale, «è avere conti sempre più in ordine e di consentire di avere spazi da utilizzare per sostenere la crescita».

Intervenendo al festival dell'Economia, Padoan ha rivendicato i porgressi fatti sul costo del lavoro. In Italia il cuneo fiscale, ricorda «è stato abbassato fin dal primo momento» in cui il Governo Renzi si è insediato (febbraio 2014). Il suo abbassamento è quindi cominciato «già in anni addietro».

Il ministro si è po soffermato sul piano banche venete che dovrà essere ispirato a quello Mps.

A Trento, il ministro si sofferma anche sul «successo inaspettato» dei Pir, i Piani individuali di risparmio introdotti a dicembre e incentrati su investimenti mirati su società quotate a media o piccola capitalizzazione. Tali strumenti, che assicurano ai risparmiatori ampi vantaggi fiscali «dimostrano che c'è una abbondanza di risparmio che vuole diversificare la sua allocazione», sottolinea il ministro. Per questo occorre «incoraggiare l'aumento di strumenti di diversificazione degli investimenti in un contesto di assoluta stabilità, di sorveglianza delle regole, di trasparenza». Al tempo stesso è anche necessario dare «ulteriore impulso all'educazione finanziaria». Padoan ricorda che sono state stanziate risorse ad hoc «per colmare il ritardo e rendere disponibili a tutti nozioni fondamentali, come le opportunità di rendimento ma anche di rischio».


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