• Luca Baj

Bankit ottimista su indebitamento, NPS e sviluppo economico


Il Bollettino economico trimestrale di Bankitalia rileva «una dinamica del prodotto robusta, con una crescita valutabile attorno allo 0,5%», che fa ipotizzare una accelerazione del Pil rispetto al periodo precedente. A settembre, in particolare, l'indicatore Ita-coin «ha registrato un forte incremento, riportandosi sui valori della primavera del 2011». Le indagini segnalano anche un consolidamento della fiducia delle imprese «su livelli ciclicamente elevati», mentre la fiducia delle famiglie prosegue il recupero iniziato in maggio. La crescita del Pil nell'anno in corso potrebbe essere leggermente superiore all'1,4% prefigurato nel precedente quadro previsivo».

Gli «esercizi di simulazione» della nostra banca centrale confermano infatti «che nel medio periodo una rilevante riduzione del rapporto tra debito e prodotto è possibile, sotto ipotesi realistiche circa l'evoluzione futura dell'economia italiana e delle condizioni finanziarie e in presenza di adeguati avanzi primari». Nei programmi di spesa sostenuti dall'Esecutivo «il sostanziale pareggio di bilancio verrebbe raggiunto nel 2020; nello stesso anno il rapporto Debito/Pil scenderebbe al 123,99%». Per il 2017, il Governo stima invece una diminuzione del rapporto tra debito e Pil di 0,4 punti percentuali rispetto al 2016, al 131,6%, più pronunciata di quanto stimato in primavera con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Confermato invece il livello di «indebitamento netto pari al 2,1% del Pil, in linea con l'obiettivo indicato lo scorso aprile».

«Le operazioni di cessione in corso di conclusione forniranno nei prossimi mesi un ulteriore significativo contributo al calo dei crediti deteriorati», mentre il miglioramento delle condizioni macroeconomiche «si riflette positivamente sulla qualità del credito delle banche italiane». A conferma, il documento cita l'andamento nel secondo trimestre dell'anno del flusso dei nuovi crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti sceso, al netto dei fattori stagionali e in ragione d'anno, al 2,0%: «Un valore in linea con quello medio del biennio precedente l'avvio della crisi finanziaria globale». Procede bene anche il tasso di copertura delle esposizioni deteriorate (ossia il rapporto tra le rettifiche e la consistenza dei prestiti deteriorati), che «ha continuato a crescere (55,3 per cento, da 52,8)». Nello stesso periodo, «l'incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti è ulteriormente diminuita, sia al lordo delle rettifiche di valore (16,5%, dal 17,5 del primo trimestre) sia al netto (8,2%, dal 9,2). L'aumento del ritmo di riduzione - si legge ancora nel testo - «è in larga parte attribuibile alla liquidazione di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca e al successivo trasferimento degli attivi deteriorati alla Società per la gestione di attività spa, specializzata nel recupero dei crediti deteriorati e interamente controllata dal Ministero dell'Economia».


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