L’indennità da esposizione ad amianto


La sezione lavoro della Cassazione con la sentenza numero 32003/2018 si è pronunciata sul ricorso di un lavoratore a cui era stato negato il riconoscimento del diritto alla maggiorazione contributiva di cui all'art. 13, comma 8, L. 257/1992 in relazione all’ esposizione all'amianto durante l'espletamento dell'attività lavorativa nell’ambito dell’impresa presso la quale era impiegato. ai fini del diritto ai medesimi benefici conta qualunque tipo di esposizione che raggiunga la soglia dettata ai sensi del d.lgs. 277/1991 per il periodo ultradecennale previsto dal legislatore, sia essa diretta o indiretta.

Il diritto alla maggiorazione spetta a tutti i lavoratori, di qualunque categoria e qualunque sia la loro qualifica. Il principio era già stato affermato dalla Cassazione in passato, basti pensare alle sentenze nn. 10114/2002, 4913/2001 e 8859/2001. La sentenza n. 32003/2018 quindi affronta nuovamente il tema in quanto il ricorso riguardava l’estensione dei benefici economici e previdenziali riservati ai lavoratori esposti, per le loro mansioni all’amianto. Nel caso di specie si chiedeva alla Corte se i benefici in parola si estendessero anche ai lavoratori con mansioni impiegatizie. La Corte ha rilevato che, in presenza di amianto, tutti i reparti possono essere esposti agli effetti negativi di tale materiale.


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