Traffico merci, lo studio dell’Università Bocconi


Secondo uno studio dell’Università Bocconi di Milano, su movimentazione merci e gomma, il trasporto su gomma presenta maggiori costi per la collettività. Gli aspetti sono diversi, tra cui le spese per i pedaggi autostradali e le accise sul carburante. Sulle direttrici verso l’Austria e la Francia il traffico su gomma, cioè tir e autorimorchi, resta la principale modalità di trasporto, che però avrebbe conseguenze pesanti sull’ambiente per il consumo di anidride carbonica dovuto agli scarichi dei camion. La Svizzera ha invece deciso di puntare sul traffico su rotaia, privilegiandolo rispetto ai tir e sviluppando l’infrastruttura nei principali valichi di collegamento con l’Italia ed altri Paesi.

Mentre in Italia che il sistema di trasporto su gomma è prevalente dominante penalizza la nostra economia anche a causa dell’outsourcing del servizio a imprese dell’est Europa. Questo significa, secondo la Bocconi, un deficit di 3,2 miliardi per la nostra bilancia dei pagamenti internazionali ed elevato dumping sociale per i nostri autotrasportatori. La scelta del trasporto con la ferrovia permetterebbe un allungamento della catena del valore negli interscambi, ogni spedizione via ferrovia riduce ad un decimo le esternalità ambientali, permetterebbe di ridurre fenomeni di dumping sociale operando un reshoring (riportare in Italia) una parte della catena del valore degli interscambi commerciali ad imprese ferroviarie italiane e una complessiva riduzione del costo di trasporto complessivo (-27% rispetto al traffico su gomma).

#trafficomerci

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