Il licenziamento illegittimo


La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza 12786 del 2019 ha cassato la sanzione del licenziamento per il lavoratore che aveva parlato male ed in modo volgare della propria azienda, puntualizzando che l'espressione usata, in quanto "priva di attribuzioni specifiche e manifestamente disonorevoli, non era tale da arrecare pregiudizio all'organizzazione aziendale, minare il decoro della società o creare pregiudizio economico". Ha argomentato che essa era, piuttosto, rivelatrice del convincimento del dipendente di una disfunzione amministrativa e frutto di un'abitudine lessicale "senza dubbio volgare e inappropriata", ma priva di intenti realmente offensivi e aggressivi nei confronti del datore di lavoro. La giurisprudenza, ha sempre richesto l'accertamento in concreto della proporzionalità tra sanzione ed infrazione senza mai prescindere dal contratto collettivo e dalla scala valoriale ivi espressa. nel caso in esame, essendo state le condotte ascritte accertate nella loro materialità ed esclusa la giusta causa di licenziamento a seguito di una valutazione di non proporzionalità della sanzione espulsiva, deve trovare applicazione l'art. 18 della L. 300/70 che come da successive modifiche.


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