Doccia gelida per gli impiegati ex Auchan: 817 gli esuberi


A distanza di pochi giorni dal termine della procedura di acquisizione da parte del Gruppo Conad nei confronti dell’Auchan, è arrivata la doccia fredda: sono 817 gli esuberi dichiarati e comunicati ai sindacati. Come annunciato lapidariamente da Margherita Distribuzione è stata avviata “una procedura collettiva di messa in mobilità del personale eccedentario addetto presso le strutture operative ed organizzative di Sede centrale (Rozzano) e periferiche (Ancona, Roncadelle, Vicenza, Offagna, Roma, Catania), nonché presso ulteriori uffici distaccati delle sedi di cui si tratta dislocati in alcuni ipermercati e depositi sul territorio nazionale”. Procedura, questa, che ha avuto maggior effetto in Lombardia, con ben 456 licenziamenti nel quartier generale di Rozzano e altri 46 a Roncadelle. Il settore colpito maggiormente è stato quello amministrativo ma potrebbe risentirne anche la rete vendita. In sostanza tutta la parte amministrativa della vecchia società verrà messa alla porta. Ma non è finita qui, l'idea della nuova dirigenza è ridurre l'organico di almeno “3.100 unità”. Per ora gli unici salvi sembrerebbero essere gli impiegati dei supermercati che sono finiti ad Esselunga e Carrefour, che hanno assorbito parte degli store ex Auchan. La procedura si concluderà entro il 2020. La vicenda è stata commentata da vari personaggi politici, tra i quali Silvia Roggiani, segretaria metropolitana del Pd. che ha dichiarato: “non ce l'aspettavamo, e non se l'aspettavano le tante lavoratrici e i lavoratori che in questi mesi hanno protestato, scioperato e rivendicato i loro diritti, come Simona Piccolo. Il Partito Democratico non vuole abbandonare questi lavoratori e continuerà a seguire la vicenda. Perché se c'è anche una infinitesima possibilità di ribaltare questa decisione scellerata, noi la percorreremo”. E ancora Pietro Bussolati, consigliere regionale e membro della segreteria Dem, secondo il quale si tratta di “una pessima notizia, per i lavoratori, per le loro famiglie, per tutti coloro che si sono spesi anima e corpo per questa vicenda in questi mesi. So bene che in questo momento non esistono parole che possano alleviare lo sconforto e la paura di chi da un giorno all’altro vede piombare l’incubo della disoccupazione nella sua quotidianità, dopo una vita spesa a lavorare per la propria azienda e per la propria comunità. Posso solo garantire che, come Partito Democratico, continueremo a presidiare questa vicenda come prima e più di prima, per salvaguardare la dignità ed essere al fianco dei lavoratori colpiti da questa decisione inaccettabile”.


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