• Giuseppe Politi

Automazione, aumenta a causa della pandemia

Tecnologia e creatività sono sicuramente elementi che servono in questi momenti. Secondo Brookings Institution, uno dei più importanti think tank degli Stati Uniti, si può e si deve valutare l’impatto sul mondo del lavoro della pandemia di Covid-19, e sull’automazione in particolare. Qualunque sia il tipo di recessione legata al coronavirus che ci ritroveremo nei prossimi tempi, spiega l’istituto in una ricerca pubblicata la settimana scorsa, potrebbe verificarsi la sostituzione di milioni di persone con dei robot. Ciò significa che alcuni dei posti di lavoro persi a causa del virus non torneranno mai più a chi li occupava prima, poiché le società ristruttureranno il loro business in modo tale da fare affidamento più sulle macchine che sulle persone, e al tempo stesso ritrovare una maggiore autonomia nell’evenienza di future emergenze come quella attuale. Non sembra esserci una relazione tra recessioni economiche e automazione, però la transizione verso i robot sembra una tendenza costante a lungo termine indipendente dai disastri naturali. Secondo Mark Muro, professore associato del Brookings Metropolitan Policy Program, il trend delle aziende a investire sui robot per aumentare la produttività ha subito un’accelerazione durante l’attuale crisi finanziaria indotta dal coronavirus.L’infiltrazione dei robot nella forza lavoro non avviene a un ritmo costante e graduale, spiegano da Brookings, ma si concentra soprattutto nei periodi difficili come gli shock economici, quando il personale è più costoso e i ricavi delle aziende frenano.

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