Cartelle di pagamento e nullità

La sentenza della Suprema Corte di Cassazione numero 5798 del 2020 stabilisce che la notifica eseguita presso la vecchia residenza del contribuente è nulla anche se quest'ultimo non ha comunicato la variazione. La normativa in materia prevede che, decorsi 60 giorni dalla variazione, il trasferimento sia opponibile all'Erario. Non sana la notifica la consegna eseguita nelle mani di un parente che ancora abita nella vecchia residenza, perché non opera la presunzione di convivenza tra il contribuente e il familiare. Il contribuente in particolare riteneva ritiene non corretta la notifica presso la propria precedente residenza e non presso la residenza anagrafica attuale. Il contribuente richiamava l'articolo 58 comma 3 del d.P.R n. 600/1973, da cui deduceva che il trasferimento delle residenza anagrafica, era efficace nei confronti dell'Amministrazione procedente a partire dal trentesimo giorno successivo e quindi già operante alla data della notifica. Il contribuente inoltre eccepiva come la nuova residenza fosse diventato il nuovo domicilio fiscale di quest’ultimo. Pertanto la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza numero 5798 del 2020 prendeva correttamente atto della normativa e riconosceva le ragioni del contribuente, dichiarando che anche l’effettiva consegna al contribuente della cartella non avrebbe potuto sanare gli errori di notifica.


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