Le tipologie di ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo

Aggiornato il: 28 feb 2020

Chi ritiene di aver subito una violazione dei diritti garantiti dalla CEDU può rivolgersi al Corte Europea per i Diritti dell’Uomo con sede a Strasburgo. La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo prevede la possibilità di adire la Corte Europea dei diritti dell’uomo tramite due tipi di ricorsi: i ricorsi interstatali; i ricorsi individuali. Secondo l’art. 33 della CEDU, con riferimento ai ricorsi interstatali, “ogni Alta Parte contraente può deferire alla Corte ogni inosservanza delle disposizioni della Convenzione e dei suoi Protocolli che essa ritenga possa essere imputata ad un’altra Parte contraente”. Dunque, il ricorso interstatale è proposto da uno degli Stati firmatari della CEDU che abbia intenzione di denunciare un altro Stato firmatario per la violazione dei principi contenuti nella Convenzione. L’art. 34 della CEDU riguarda, invece, i ricorsi individuali. Tale norma dispone prevede che “la Corte può essere investita di un ricorso da parte di una persona fisica, un’organizzazione non governativa o un gruppo di privati che sostenga di essere vittima di una violazione da parte di una delle Alte Parti contraenti dei diritti riconosciuti nella Convenzione o nei suoi Protocolli. Inoltre, le Alte Parti contraenti si impegnano a non ostacolare con alcuna misura l’esercizio effettivo di tale diritto”.


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