• Paolo Baruffaldi

Interessi aumentati e nullità nel contratto

Secondo una recente pronuncia del Tribunale di Tivoli, quando il Taeg applicato è superiore a quello indicato nel contratto, le finanziarie non hanno diritto agli interessi indicati. Secondo il giudice, "in base alle norme sulla trasparenza bancaria gli intermediari finanziari devono indicare ai clienti, consumatori o no, il costo complessivo del finanziamento. Attraverso l'inserimento nei contratti di un indicatore di costi, espresso con l'acronimo l'ISC o TAEG (quest'ultimo relativo al credito al consumo) (ex art.125-bis TUB). Quando il TAEG indicato risulti scorretto si determina la nullità rispetto alla singola clausola e la rideterminazione degli interessi ai tassi minimi dei BOT così come previsto dall'art. 117 e 125-bis del TUB. In tal caso occorre ricalcolare il piano di ammortamento, applicando il tasso nominale minimo relativo ai BOT emessi nei 12 mesi anteriori alla conclusione del contratto". Inoltre il giudice ha ritenuto che la polizza assicurativa non poteva considerarsi facoltativa. Nel caso di specie la polizza era stata stipulata contestualmente al finanziamento e con durata coincidente con quella del contratto principale. Pertanto risultava evidente la copertura del rischio di credito rispetto al capitale prestato. Pertanto tale costo doveva necessariamente essere calcolato nella determinazione del TAEG. La mancata inclusione comporta la dichiarazione della nullità rispetto alla singola clausola e l'applicazione degli interessi ai tassi minimi dei BOT.

In tema di collegamento negoziale tra assicurazione e finanziamento si era già espresso a febbraio di quest’anno, il Tribunale di Salerno il quale aveva stabilito che, oltre alla presunzione di obbligatorietà, generatasi dalla contestualità nella stipula dell'assicurazione e del finanziamento, vi sarebbero stati altri elementi a sostegno dell'esistenza di un collegamento fra i due contratti e dell'obbligatorietà della polizza quali: " l'identità della durata della copertura assicurativa con la durata del finanziamento, la circostanza che il premio è stato pagato ‘una tantum' ed anticipatamente dal cliente e la funzione dell'assicurazione, diretta a garantire il pagamento del credito, dunque a garantire la stessa Banca da rischi circa la restituzione delle somme da parte del debitore (perdita lavoro, malattia, ecc…), come dimostra il fatto che la beneficiaria dell'assicurazione è, appunto, la banca". Pertanto sono da considerarsi nulle le clausole dei contratti di credito al consumo relative ai costi posti a carico del cliente che non siano stati inclusi in modo corretto nel TAEG (art. 125-bis, c. 6 TUB).

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