• La Redazione

Corsi e ricorsi: riecco i traders fai da te, come per il boom dei tech....

Come accadde circa 20 anni fà, il Nasdaq, ossia il principale indice di borsa mondiale relativo al settore tecnologico, segna ininterrottamente record su record trainato dai suoi titoli di riferimento, Apple, Amazon, Facebook, Nvidia, Microsoft e Tesla. E come 20 anni fà il boom dei traders fai da te, attratti dalla facilità di guadagno, torna ad esprimersi in tutta la sua potenza. Inutile cercare un collegamento razionale tra i valori dei titoli ed i dati di bilancio presenti e prevedibili: la finanza comportamentale detta legge sempre, nelle fasi di panico (come quella di marzo) e nelle fasi di euforia (come quella attuale): in 6 mesi poco è cambiato dal punto di vista dei fondamentali, se non in peggio. Dunque, inutile sforzarsi di comprendere certi meccanismi, meglio sfruttarli, per chi consapevolmente comprende cosa significa comprare qualcosa non perchè vale ma perchè si vuole, oppure stare alla finestra e tenersi lontano dai facili guadagni, gestendo l'invidia con la consapevolezza che come sempre il conto arriva alla fine del pasto. Anche questa volta, all'immprovviso, gli investitori individuali tornano a innamorarsi delle azioni. Un trend alimentato da numerosi fattori: la diffusione di applicazioni di trading gratuite, un mercato rialzista, che non sembra vedere la fine, guidato da aziende tecnologiche, senza dimenticare il lockdown, che ha costretto migliaia di persone a restare chiuse in casa con poco o nulla da fare. La combinazione di questi elementi ha portato ad un vero e proprio boom del trading individuale, che rappresenta una delle storie più interessanti raccontate dal mercato negli ultimi 12 mesi, e che sta rimodellando la struttura del mercato azionario USA. Il trading individuale sulle azioni ha toccato i massimi degli ultimi 10 anni. Secondo le stime di Bloomberg Intelligence, nei primi sei mesi di quest'anno, gli scambi sulle azioni da parte degli investitori individuali hanno rappresentato il 19,5% del totale scambiato sul mercato azionario statunitense, in crescita rispetto al 14,9% dello scorso anno e quasi il doppio rispetto al 2010. I piccoli investitori stanno alimentando movimenti importanti su alcuni titoli: è stato definito “effetto Robinhood”, la convinzione che gli utilizzatori della popolare app di trading stiano causando movimenti azionari irrazionali. In effetti non per i titoli più grandi, ma su alcuni titoli più piccoli è stata riscontrata un’alta correlazione tra la loro popolarità presso Robinhood e il loro prezzo, il che indica che gli utenti dell'applicazione possono effettivamente essere il traino dei prezzi delle loro azioni. Inoltre, il boom degli investimenti individuali ha portato a livelli storicamente elevati di “dark trading”, laddove le azioni vengono acquistate e vendute in piattaforme private opache, piuttosto che nelle borse pubbliche. Ciò è dovuto al fatto che i broker online di solito incanalano le transazioni dei piccoli investitori verso le società di trading elettronico che eseguono gli ordini in entrata. Mercati come il New York Inventory Trade e il Nasdaq hanno lamentato a lungo che un ammontare troppo elevato di trading opaco nuoce alla trasparenza del mercato.

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