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Covid: regione Lazio nega ristori a imprese sicurezza e vigilanza

Lettera al presidente Zingaretti: «Servizi investigativi e security essenziali per le attività economiche che beneficiano dei sussidi, ma discriminati ed esclusi»


«La delibera della regione Lazio 1.000 del 15 dicembre 2000, da cui poi è stato attivato l’intervento denominato “Ristori Lazio Bis”, viene negata una volta ancora al settore delle società di servizi investigativi, vigilanza e security, pur rispondendo direttamente al Ministero dell’Interno, alle Prefetture e Questure regionali, in linea col decreto ministeriale 269 del 2010 dal quale hanno origine anche le linee guida di Pubblica sicurezza indirizzate a tutte le forze di Polizia dello Stato».


È quanto ha scritto il presidente di UnimpresaPol, Paolo Lecce, in una lettera inviata questa mattina al presidente della regione Lazio, Paolo Lecce, nella quale si esprime «sincero rammarico nel constatare come la categoria a cui apparteniamo venga una volta ancora discriminata: il codice Ateco 80.0, essenziale al prosieguo di tali attività, è rimasto ancora una volta escluso».


Secondo il presidente di UnimpresaPol, queste attività sono «di sostanziale sostegno ad un gran numero di aziende che beneficeranno dei ristori. Ragion per cui, il nostro lavoro non può e non deve essere considerato periferico rispetto alle attività specifiche svolte dalle aziende che noi supportiamo; la nostra presenza garantisce, infatti, ordine ed equilibrio sociale, senza il quale l’attività economica di queste stesse società non potrebbe essere attivata o comunque svolta. Mi riferisco a tutte le attività commerciali, nessuna esclusa, come ad esempio i centri commerciali, i ristoranti, i teatri e cinema, e non ultime le discoteche così come le sale giochi, parchi di divertimento e tanti altri, in quanto in mancanza del nostro ausilio, queste attività non avrebbero mai potuto garantire l’apertura o comunque lo svolgimento regolare del proprio business».


Nella comunicazione diretta a Zingaretti, Lecce spiega che «attraverso il nostro contributo, tutte le attività commerciali sopra descritte si sarebbero potute tenere aperte garantendo il controllo legato al presidio del territorio e al rispetto delle disposizioni governative in tema di contrasto alla diffusione del Covid-19. Ciò avrebbe consentito una continuità nello svolgimento ordinario delle singole attività e certamente una minore contrazione degli incassi economici registrati. Col tempo sarà ancora più necessario e indispensabile un ausilio alle Forze dell’ordine, nel presidio del territorio e nel controllo del rispetto delle disposizioni governative, in tema di contrasto alla diffusione del Covid-19».


Ufficio Stampa Unimpresa

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