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I 7 bias cognitivi degli investitori

1.vende tutto quando il mercato crolla e acquista quando vi è euforia


Quando si parla di investimenti non è importante se il portafoglio ha perdite nel breve perchè l’ottica è il lungo periodo, dove gli asset tenderanno a crescere. Quindi qualsiasi momento è buono per iniziare a costruire un portafoglio efficiente.

Come si può osservare sulle community o forum di finanza o dai grandi crolli delle borse, come ad esempio nel caso della brexit, pseudo esperti di finanza consigliano di smobilizzare gli investimenti e reinvestire quando il mercato ha toccato il fondo, cosa invece imprevedibile.

L’ investimento soprattutto quello “Core” è un investimento da non smobilizzare mai a meno di esigenze personali, e va portato fino all’ età pensionabile e oltre.


2. Ancoraggio


Il mondo cambia, scelte remunerative fatte in passato potrebbero non esserlo per sempre, investire solo nella seconda casa e nel btp non è più un’opzione profittevole come in passato.


3. Home Bias


Cittadini italiani si sentiranno al sicuro nell’investire nell’economia italiana, nonostante rappresenti solo l’1-2% della capitalizzazione globale.


4. Ha il terrore di restare giù dal carro in cui salgono amici e conoscenti, il classico effetto gregge


L’esempio recente fu il bitcoin, dove molti entrarono con pura foga vedendo amici o conoscenti continuare ad arricchirsi e riportarono in seguito grosse perdite, accadde lo stesso con la bolla di Internet nel 2000, o secoli addietro

Nella bolla dei tulipani. La paura di vedere gli altri compiere l’investimento della vita è la più grande paura dell’investitore, più di perdere i propri soldi.



5. L’ investitore vende appena vede miseri guadagni nel portafoglio

L’ investitore vende subito appena un investimento fa il più 30% (pagandoci sopra le tasse) preferendo l’uovo oggi alla gallina domani, perdendo l’ occasione di vedere l’ investimento fare il 1000%.

Al contrario tiene per anni gli investimenti crollati di valore per l’ossessione di non vendere in perdita.

Quanti investitori hanno venduto Amazon quando pssò da pochi dollari a 50$, quanti vendettero quando salì a 200$ e quanti rimangono investiti ancora oggi che l’ azienda quota 3000$ ad azione?


6. L’investitore ha paura dei mercati finanziari

La quotazione in borsa, dando ogni giorno il valore dell’ investimento, è indice di trasparenza ma viene visto con terrore dall’ investitore che preferisce fare investimenti che possono e spesso vanno a 0 come le azioni non quotate di banche pur di non vedere il capitale oscillare ogni giorno e autoconvincersi di non aver sbagliato investimento , andando a dormire senza una quotazione aggiornata, anche se prima o poi i nodi vengono al pettine.

Le brusche e violenti oscillazione dei mercati finanziari posso essere sfruttate per incrementare gli investimenti.


7. L’ investitore controlla più volte al giorno i propri investimenti, con alto nervosismo


Se il portafoglio è costruito in modo intelligente, non deve essere controllato se non una o due volte l’anno, ciò non vieta invece di passare piuttosto le ore nello studio della finanza, o d’altra parte nel passare il tempo buttato nel seguire i propri investimenti nello Sport o Viaggi.

investendo sono i soldi che lavorano per me non viceversa


quindi….


Evitare BIAS e soliti errori nel tempo farà un enorme differenza, tra i vari esempi, uno mi è sempre rimasto più impresso.

Peter Lynch era il gestore di un famoso fondo di investimenti, il Magellan fund, fu uno dei più grandi gestori che la storia ricordi, per circa trent’anni ottenne performance eccellenti, tuttavia metà dei partecipanti al fondo persero soldi, come è mai possibile?

Gli investitori sottoscrivevano quote del fondo in periodi dove il fondo realizzava grossi rialzi, l’economia andava bene e c’era euforia, e abbandonavano ai primi fisiologici crolli del mercato. Cercarono tutti di vendere sui massimi e comprare sui minimi.

Il 50% dei sottoscrittori persero soldi all’ interno di un fondo che per trent’anni ottenne risultati inimmaginabili, prima ancora dei costi inutili è la nostra mente che danneggia la performance.



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