Nuova pronuncia CGUE sulla indicizzazione del tasso di mutuo

Con la sentenza resa nella casa C-125/2018, la Corte di Giustizia Europea si è trovata a ribadire un principio importantissimo in tema di clausole contenute nei contratti di mutuo ipotecario. In particolare la CGUE sottolinea come, alla luce di quanto previsto dalla Direttiva 93713, il Giudice nazionale, indipendentemente dalla trasposizione nell’ordinamento nazionale della norma contenuta nella direttiva citata, ed in particolare dell’art. 4 paragrafo 2, è sempre tenuto a verificare che la clausola contrattuale che verte sull’oggetto principale del contratto sia chiara e comprensibile ad un consumatore medio, normalmente informato e ragionevolmente attento e avveduto. La sentenza ha altresì, ed in concreto, statuito che la clausola di un contratto di mutuo ipotecario tra consumatore e professionista, che prevede un tasso di interesse a carico consumatore variabile in funzione dell’indice di riferimento fondato sui mutui ipotecari delle casse di risparmio spagnole, ricade nella sfera di applicazione della direttiva sulle clausole abusive. Detta clausola, infatti, non riflette disposizioni legislative o regolamentari imperative ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 93/13. Ampliando e generalizzando il principio reso nella fattispecie concreta, parrebbe potersi concludere che secondo CGUE il giudice nazionale che rilevi la nullità, ai sensi della direttiva citata, della clausola di indicizzazione del tasso di mutuo, è investito del potere di sostituirne l’indice.

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