Superbonus: quali sono le caratteristiche essenziali?

Quello che il legislatore, nel contesto emergenziale appena vissuto nella sua massima espressione, ha prodotto è davvero qualcosa di innovativo, e che, per la struttura relativamente semplice, è idoneo ad uno sviluppo nel tempo non di poco conto. Stiamo parlando del cosiddetto “superbonus 110%”: da un appalto che riguardi l’esecuzione di opera per l’ottenimento di risparmio energetico o il consolidamento statico degli edifici, al ricorrere di specifici presupposti, si genera un credito fiscale che, per natura, contenuto e forma, è idoneo alla libera circolazione. Tratteremo, in prossimi approfondimenti, di alcuni aspetti rilevanti che caratterizzano la fattispecie. Oggi ci concentreremo, seppur sommariamente, ad alcuni aspetti particolari. La “struttura” dell’operazione è chiara: si prevede che il proprietario (molti ma non tutti) o il condominio che appalti l’esecuzione di lavori sul fabbricato che comporti il miglioramento di almeno due classi energetiche, o esegua, a certe date condizioni, lavori antisismici, maturi un credito fiscali pari al 110% dell’importo corrisposto all’impresa. Tale credito è “spendibile” in 5 anni. Ma vi è molto di più: tale credito può essere ceduto, monetizzandolo, sia da parte del committente, sia dell’impresa esecutrice dei lavori e dei professionisti incaricati, a vario titolo, delle prestazioni accessorie (però) indispensabili al conseguimento del beneficio. Ciò significa che sia possibile non pagare in denaro il corrispettivo dell’appalto, ma cedere il credito in pagamento. Vi sono tetti massimi di spesa previsti a seconda del numero di unità che compongono l’immobile oggetto di intervento. Il prezzo dei lavori deve sottostare anche al criterio di congruità, in base ad indicazioni specifiche fornite dal MISE. Il credito può essere anche frazionato in base agli stati avanzamento lavori, purché ciascuno di essi non sia inferiore, come controvalore, al 30% dell’ammontare complessivo del costo dell’appalto, e purché venga asseverato dai tecnici che i lavori di ogni SAL siano confacenti all’ottenimento del risultato finale che abbiamo sopra ricordato. Il credito fiscale maturato, a differenza del recente passato, è cedibile senza limitazioni, cosicché il cessionario (p.e. l’impresa esecutrice) potrà a sua volta cederlo a propri fornitori e subappaltatori a titolo di pagamento, o a banche, per monetizzare il debito che lo Stato contrae con il contribuente. Perché proprio di questo stiamo parlando. Al credito fiscale che si origina per effetto di queste operazioni, corrisponde un debito che lo Stato “pagherà” con compensazione con altri debiti di ogni singolo contribuente cessionario, o per effetto di rimborsi che potranno essere chiesti a maturazione completata del beneficio (appunto 5 anni). La sfida, che riveste un importante ruolo di politica economica finalizzata al sostenimento di un strategico comparto nel nostro Paese, protende anche ad ulteriori risultati importanti: ridurre l’evasione fiscale nel settore (perché tutto dovrà essere rigorosamente documentato, e gli accertamenti sia sulle opere, sia su come si siano generati questi crediti, potranno avvenire negli otto anni a seguire dalla conclusione dei lavori); intervenire in modo rilevante sui consumi, a tutela delle classi meno agiate, ma anche sull’ambiente; ammodernare e rendere più belle le città, le periferie e i paesi anche più remoti, a scapito di talvolta discutibili espansioni urbane.

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