Trump fuori dall’accordo sul nucleare iraniano. Il greggio arriverà a 100 dollari?


Il Presidente USA Donald Trump ha deciso di tirarsi fuori dall’accordo internazionale sul nucleare iraniano, reintroducendo “il massimo grado di sanzioni economiche” contro il paese.

Trump ha spiegato di aver voluto ritirarsi dall’accordo dal momento che Tehran continua a lavorare ad una bomba, in base alle prove fornite dal Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, e poiché sostiene i gruppi terroristici in Medio Oriente.

Secondo alcuni analisti la reintroduzione delle sanzioni potrebbe inasprire le scorte di greggio globali in quanto renderebbero più difficili le esportazioni petrolifere per l’Iran.

Il prezzo del greggio raggiunge altri massimi pluriennali, con i future che sono schizzati in conseguenza all’annuncio delle misure.

I timori per le tensioni geopolitiche legati all’Iran potrebbero far arrivare i prezzi del greggio al range compreso tra 80 e 100 dollari, piuttosto che a quello di 60-70 dollari previsto quest’anno dagli analisti.

Goldman Sachs ha dichiarato che le sanzioni unilaterali USA in programma contro l’Iran probabilmente avranno un “alto grado di efficacia”.

Come conseguenza delle sanzioni e a causa dei rischi per le forniture in altre zone, in particolare in Venezuela, la banca statunitense ha affermato che “questo comporta che il rischio per la nostra previsione estiva di 82,50 dollari al barile per il prezzo del Brent (sia) nettamente inclinato al rialzo”.

Le sanzioni arrivano proprio mentre il mercato del greggio viene già inasprito dai costanti sforzi compiuti da Arabia Saudita e Russia per limitare la produzione e ridurre le scorte in esubero.


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