Glencore con profitti record prepara nuove acquisizioni


Un paio d’anni fa era sull’orlo del collasso, ora Glencore trionfa e si prepara a nuove acquisizioni.

La ripresa dei prezzi delle materie prime, il ruolo ibrido – metà mineraria, metà società di trading – e la posizione privilegiata nel settore dei metalli da batterie (cobalto, ma anche rame) hanno messo il turbo alle operazioni della società svizzera, che ha chiuso il 2017 con il migliore risultato nella sua storia.

Glencore è riuscita a fare miracoli anche sul fronte del debito, principale fonte di preoccupazioni nel 2015, quando in Borsa la società era divenuta bersaglio di accanite vendite allo scoperto: l’indebitamento netto è sceso del 31% in 12 mesi.

L’obiettivo era ricondurre i debiti a 10-16 miliardi, dai 29 miliardi del 2015 e da un picco di 38 miliardi nel 2013: Glencore non solo l’ha centrato con un ampio margine, ma ha anche triplicato i dividendi ed effettuato diverse acquisizioni, rafforzandosi nel carbone in Australia, nello zinco in Perù, nel rame e nel cobalto nella Repubblica democratica del Congo.

Nel mirino c’è l’agribusiness: «Abbiamo sempre detto che ci piacerebbe espandere le attività in agricoltura, se si presenta l’occasione giusta al momento giusto», riconosce il ceo.


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