• Luca Baj

Tassi negativi: quali sono gli effetti sul patrimonio delle banche?


La politica monetaria incide sul patrimonio delle banche. A confermare questo principio Deutsche Bank che, nella comunicazione alla SEC del piano industriale descrittivo dei tagli che sarà costretta ad apportare, ha evidenziato come i 100 miliardi di depositi dei propri clienti facciano perdere 400 milioni ogni anno.

Nel 2018 il tasso negativo dello 0,4% ha generato questa perdita. Deutsche Bank ha quindi annunciato di aver ridotto di circa 50 miliardi la giacenza di liquidità. La situazione si prospetta complessa, perché i timori di rallentamento dell’economia globale stanno portando le varie banche centrali del mondo ad abbassare i tassi.

L’idea di un rialzo sembra essere stata attualmente accantonata.

Il problema non riguarda solo Deutsche Bank poiché i tassi negativi sui depositi BCE stanno pesantemente condizionando la redditività di tutte le istituzioni finanziarie UE, e non solo. Tanto che anche Ubs e Credit Suisse si avvieranno presumibilmente a seguire la stessa strategia, scaricano sui clienti il costo dovuto a una politica monetaria dai tassi bassi.

L’auspicio per l’eurozona è riposto nell’intervento di BCE che lo scorso 25 luglio ha annunciato di esaminare la possibilità di introdurre un «tiered system» sulla remunerazione delle riserve che potrebbe riguardare gli 1,8 miliardi di eccesso di liquidità depositato in BCE.

Si tratterebbe di escludere l'applicazione di tassi negativi sulle riserve eccedenti di liquidità le banche. Ma sul tema non c’è ancora un consenso in seno alla BCE, e ciò in quanto il «tiering» potrebbe allentare la riduzione della pressione al rialzo su tassi monetari come l’Eonia, che è tra gli obiettivi di politica monetaria perseguiti dalla BCE per l’intera Eurozona.

La soluzione non è certa perché avvantaggerebbe soprattutto le banche tedesche e francesi a discapito delle altre, e ciò potrebbe generare tensioni interne al sistema non facilmente componibili.


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