• Giuseppe Politi

Mondo librario, il blocco interessa 2mila editori

Aggiornato il: 28 apr 2020

Lo stop delle librerie interessa 2 mila imprese che occupano circa 10 mila addetti e realizzano un fatturato di oltre 2,5 miliardi di euro all’anno. Nel 2018, sono 1.564 gli editori attivi che hanno prodotto 75.758 titoli cartacei. Nello scenario del Covid-19 il settore editoriale italiano presenta due forti elementi di polarizzazione: dimensionale e geografica. I grandi editori coprono quasi l’80% della produzione in termini di titoli e il 90% della tiratura: se i piccoli editori nel 2018 pubblicano in media quattro titoli all’anno, stampando ciascuno poco più di 5.500 copie, le grandi case editrici producono mediamente 254 opere librarie, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Oltre la metà degli editori attivi è localizzata nel Nord (31,4% nel Nord-ovest e 20,8% nel Nord-est), il 29,8% al Centro e il 18% nel Mezzogiorno (12,9% al Sud e 5,1% nelle Isole). In Lombardia e nel Lazio opera il maggior numero di editori attivi (20,3% e 17,3%): le due regioni insieme ospitano il 48,1% dei grandi operatori, il 38,6% dei medi e un terzo dei piccoli. In particolare, a Milano e Roma si concentra circa un quarto degli editori attivi e il 39,7% dei grandi marchi. Relativamente alla commercializzazione, dei 3.977 esercizi specializzati nel commercio al dettaglio di libri rilevati nel 2017, quasi la metà sono nel Nord-Italia (25,4% nel Nord-ovest e 19,1% nel Nord-est), il 23,4% nel Centro, il 22,1% nelle regioni del Sud e il 10% nelle Isole. Ampie possibilità di sviluppo per il digitale. negli ultimi anni gli editori hanno investito in misura crescente nell’offerta di titoli in formato e-book: la percentuale di opere pubblicate a stampa disponibili anche in versione digitale è passata infatti in soli due anni dal 35,8% nel 2016 (circa 22 mila titoli) a quasi il 40% del totale delle opere librarie stampate nel 2018 (più di 30 mila titoli). Il gap tra grandi e piccoli editori nell’offerta di e-book è ampio: dei 1.564 editori attivi del 2018, quasi uno su tre (il 29,3%) ha pubblicato almeno un’opera in formato e-book, l’incidenza varia dal 65% dei grandi editori, al 34,1% dei medi e al 15,6% dei piccoli. Differenze anche nei contenuti editoriali: la versione digitale è diffusa per i libri di avventura e i gialli (82,1%), i testi di informatica (62,9%) e la matematica (61,4%), i libri di attualità politico-sociale ed economica (56,1%).

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