• Elena Albricci

Nuova fattispecie di reato: lo stalking condominiale

Il reato di atti persecutori, disciplinato dal Codice Penale all'art. 612 bis, e comunemente riconosciuto come “stalking" è stato introdotto nel nostro ordinamento con il decreto legge del 23 febbraio 2009. Detta ipotesi delittuosa è stata introdotta nel nostro codice al fine di tutelare tutte le ipotesi in cui condotte di minaccia o molestia si presentano in modo reiterato e sono lesive della libertà psichica e morale del soggetto leso. Negli ultimi anni la Corte di Cassazione si è espressa in merito al riconoscimento di una particolare fattispecie di stalking, ovvero quello condominiale. L'obbiettivo della Suprema Corte era quello di garantire un'efficace tutela anche per coloro che in via subordinata subiscono un turbamento alla propria tranquillità domestica e sono costretti ad alterare il proprio modus viventi all'interno dello stabile condominiale a causa di un comportamento illecito posto in essere con condotte reiterate e moleste da un condomino. Così, per la prima volta, nel 2011, la Corte di Cassazione ha condannato un condomino per il reato di stalking ai danni dell'intero genere femminile residente nello stabile condominiale. Recentemente la Corte si è espressa nuovamente in merito con la sentenza n. 17345 del 2020, relativa ad un comportamento di stalking posto in essere da un condomino a danno di due coniugi i quali, per provare le molestie subite avevano assunto un investigatore privato per raccogliere documentazione necessaria a sostenere la loro tesi in sede giudiziale.

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