• Luca Baj

Confconsumatori ed i problemi legati all’Alzheimer


Franco D’Alfonso

Consigliere Delegato Città Metropolitana

Deficit negativo, negli ultimi anni, tra nati e deceduti.

A Milano 700.000 anziani su 3,5 mln. di abitanti.

Il problema della risposta della popolazione ai problema degli anziani è estremamente attuale anche in considerazione del tasso di natalità.

Mara Colla

Presidente Nazionale Confconsumatori

L’associazione è un collante tra cittadini e istituzioni. Ad essa si sono rivolti numerosi cittadini che, stante la situazione economica generale, si trovavano nella difficoltà di sostenere le rette.

Da qui l’interessamento dell’associazione a sostenere i propri iscritti nella difficoltà caratterizzata da una situazione grave sanitaria, e quella economica che la accompagnava.

Con questo evento si chiude il ciclo di incontri dedicati al quarantennale dell’Associazione.

Aldo Rosano

Presidente del Comitato Scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità. Epidemiologo.

Quadro epidemiologico e proiezioni future.

Nel Regno Unito è stata compiuta una ricerca che ha rivelato come i fattori scatenanti la demenza, che non connota una specifica patologia in sé, ma di una situazione di fatto, sono molto variabili nel tempo, a seconda dell’età del paziente.

L’epidemiologia è una scienza legata alla statistica ed alla medicina, ed è fondamentale per la sanità pubblica, perché consente di descrivere il fenomeno rispetto alla popolazione, alla sua distribuzione, alla sua variabilità nel tempo.

Studia i fattori di rischio dal punto di vista epidemiologico.

Ogni 3 secondi viene fatta una diagnosi di demenza, e le previsioni sono di un incremento considerevole.

Le stime prevedono 74,7 mln. nel 2030 e 131,5 mln. nel 2050.

Oggi in Italia la stima è di 1 mln. (7,5% della popolazione).

In Lombardia 165.000.

La sopravvivenza media è pressoché simile a quella di una persona che ha una patologia cardiovascolare grave.

Dai 75 agli 84 anni di età, gli anni di sopravvivenza in media sono 4. Dagli 85 anni di età in su, sono 3,8 gli anni di sopravvivenza.

I fattori di rischio si ricollegano all’aspettativa di vita media. Infatti, gli anziani stanno complessivamente meglio rispetto rispetto a quarant’anni fa.

Il 70enne od 80enne di oggi ha meno problematiche legate alla salute.

L’attività fisica regolare abbassa notevolmente i fattori di rischio, determinando una riduzione del 20%.

Il Piano Nazionale per le persone affette da demenza: attività di monitoraggio per il recepimento del piano, che comporta comunque l’impiego i risorse delle regioni.

I compiti dell’Istituto Superiore di Sanità sono:

  • la promozione e coordinamento a livello nazionale di attività di ricerca

  • partecipazione al tavolo di confronti permanente per le demenze

  • coordinamento ed elaborazione del linee guida per la promozione di corrette pratiche preventive, clinico-assistenziali, con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali.

Marco Trabucchi

Presidente Associazione Italiana di Psicogeriatria

La medicina ha il problema della rete dei servizi.

Il medico generico ha il dovere di trasmettere alle famiglie che esiste una comunità intorno ad esse, che si occupano di loro; anche quella scientifica.

La diffusione territoriale dei centri di diagnosi dell’Alzheimer è ridotta in alcune parti d’Italia.

Necessità di formazione anche del personale sanitario di tipo infermieristico nei diversi reparti in cui sono ricoverati spesso, e per altri motivi, pazienti con demenze.

L’assistenza domiciliare non funziona ancora, nonostante sia evidente la difficoltà di organizzazione del servizio.

Giulio Gallera

Assessore al Welfare della Regione Lombardia

In Lombardia si sta cercando di attuare un modello nuovo, diverso rispetto a quello precedente.

Si sta cercando di realizzare una responsabilizzazione e collaborazione tra le diverse figure che iteragiscano dal momento della presa in carico.

Dalla cura al prendersi cura.

Piani di assistenza individuali, paziente per paziente, con un gestore della presa in carico del paziente sul territorio.

Costruzione di forme di collaborazione, che vedono nel gestore il punto nodale, ma che deve accompagnare poi il paziente dall’emergenza della demenza, fino alla fine, rinnovando il “patto” anno per anno.

Obiettivo di rendere più appropriata la presa in carico del paziente.

Il 90% degli anziani, che lascia gli ospedali post dimissioni, non è preso in carico da alcuno.

Solo il 6,4% del PIL è destinato al sistema nazionale.

L’UK destina una percentuale sopra il 9.

La media europea è 8,8%.

Il tema delle risorse è quindi strategico rispetto ad ogni futura scelta ed impostazione dei servizi.

L’anno scorso sono stati destinati 10 mln. per la compartecipazione alle rette per i pazienti Alzheimer.

Per l’anno prossimo erano stati destinasti 30 mln. Anche per la riduzione dei ticket, ma questo si contrapponeva ad una legge statale, ed è quindi stata sollevata una questione di legittimità costituzionale.

Per cui, i 30 mln. verranno destinati ai malati di Alzheimer.

Giovanni Franchi

Avvocato Confconsumatori

Nel 2008, una sentenza della C. Cassazione, ribadita anche dalla Corte Appello di Bologna nel 2017, ha sancito il diritto del coobbligato a recedere in ogni momento dall’obbligo di pagamento, in forma integrativa, assunto al momento del ricovero el parente.

Nel 2012, la C. Cassazione ha stabilito che se oltre alle prestazioni assistenziali riconnesse al ricovero presso RSA, vi sono prestazioni sanitarie, queste prevalgono sulle prime, in quanto le prime sono accessorie a quelle sanitarie. Motivo per cui l’intera spesa è a carico del sistema sanitario. Analogamente la sentenza del2016 sempre della C. Cassazione.

Nulla può quindi essere posto a carico del paziente o dei famigliari.

La sentenza del Tribunale di Milano del 2015 e la sentenza del 2017 del Tribunale di Monza confermano i principi della cassazione.

Il principio giuridico sotteso è che la legge di riforma sanitaria è inderogabile ed imperativa. Quindi sono nulli patti contrari ad essa, anche in relazione all’assunzione di obblighi di pagamento da parte dei cittadini.

Emilia De Biasi

Senatrice, Presidente Commissione Sanità del Senato

La grande risorsa di questo Paese è l’universalismo nella tutela sanitaria, per cui tutti hanno diritto alle prestazioni sanitaria, a prescindere dal reddito.

Al tempo stesso, questo è un problema di incidenza sulle risorse.

I nuovi livelli essenziali di assistenza è stato recentemente rivisto, dopo 10 anni. L’Alzheimer è stato inserito tra le patologie interessate ai livelli minimi.

In tutto il mondo la spesa sanitaria è costantemente in crescita, sia per l’insorgere e il diffondersi di patologie, sia per la scoperta di nuovi farmaci estremamente costosi.

La soluzione giudiziale del problema, con sentenze, non porterà altro che al raggiungimento di una situazione insostenibile.

Occorre riorganizzare le risorse ed in servizi, anche quelli in via di diagnosi preventiva, attraverso la preparazione adeguata (e senza costi) dei medici di famiglia, che sono e restano i primi interlocutori del cittadino.


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